Pubblicata il 09/10/2019

Immigrazione - Il governo PD del 2017 ha trattato con i trafficanti libici e non con le ONG. Emerge da un'inchiesta scottante pubblicata sull'Avvenire

 

Immigrazione - Negli ultimi anni la propaganda di destra, ci ha proiettato sul fatto che le Ong impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo fossero alleate con i trafficanti di esseri umani in Libia. Un’inchiesta del giornalista Nello Scavo, pubblicata qualche giorno fa su Avvenire, ha fatto emergere un’altra verità: è il stato il governo italiano a trazione PD ad aver avuto contatti con i veri trafficanti, non con le Ong. I fatti risalgono al 2017, quando una delegazione arrivata da Tripoli ha visitato il Cara di Mineo e la sede della Guardia costiera a Roma, per discutere del contenimento dei flussi migratori insieme a funzionari governativi italiani. In questi incontri era presente Abd al-Rahman al-Milad, detto Bija, camuffato come un comandante della guardia costiera libica, in realtà è uno dei più spietati trafficanti di esseri umani in Libia, come hanno dimostrato diverse inchieste giornalistiche e un rapporto dell’Onu. Bija è considerato a capo di una vera cupola mafiosa ramificata in ogni settore politico ed economica dell’area di Zawiya,” nella Libia nord-occidentale ed è accusato di aver sparato ai migranti in mare. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, e diversi deputati hanno annunciato la volontà di portare la questione in parlamento. La rivelazione, con tanto di foto allegate, fa risaltare così un quadro inquietante sugli accordi tra Italia e Libia siglati nel febbraio del 2017, che prevedono anche il finanziamento di campi di prigionia (uno di questi sarebbe gestito proprio dalla milizia di Bija). Nonostante questo, pochi giorni fa la neo-ministra dell’interno Luciana Lamorgese ha dichiarato che gli accordi con la Libia saranno mantenuti perché "l'Italia sta lavorando bene con la guardia costiera libica, che fa un gran lavoro."

 

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Redazione C48