Pubblicata il 20/08/2020

Scontro tra Lazio e Sardegna. D'amato: necessari test per imbarchi dalla Sardegna. Nieddu: assurdo dire che i contagi si sono verificati sul nostro territorio

 

Coronavirus: è scontro aperto sulla sanità, tra gli Assessori alla Sanità di Lazio e Sardegna. Dal Lazio, l'Assessore d'Amato incalza: "Il mancato rispetto delle regole nei locali della movida in Sardegna rischia di far esplodere una bomba virale. Ci aspettiamo un considerevole aumento dei casi ed è in corso una grande azione di tracciamento. Se si fossero rispettate le regole minime non si sarebbe creata questa situazione. Torno a ribadire che sono necessari i test agli imbarchi dalla Sardegna"

Tanti sardi nei social network, non hanno "digerito" queste dichiarazioni. In Sardegna, come noto e confermato, il coronavirus è stato importato. Secondo le ultime notizie, sarebbero stati gli stessi studenti romani, tornati positivi al coronavirus nel Lazio dalla Sardegna, ad aver portato il virus nell'Isola, dalla Spagna. Ragazzi che sono andati prima a zonzo in Spagna, per poi andare in Sardegna positivi al coronavirus, alla festa privata con un noto dj romano. Solo al rientro nel Lazio, è stata accertata la loro positività al virus. Il discorso non vale solo per i ragazzi, ma anche per altri casi d'importazione dalla Spagna alla Sardegna. 

A D'Amato, ha risposto l'Assessore Regionale alla Sanità della Sardegna, Mario Nieddu che dice " È incomprensibile e inaccettabile che qualcuno, intervenendo sui recenti contagi che si sono verificati nel nostro territorio, continui con insistenza a puntare il dito contro la nostra Isola” “Grazie alle misure messe in campo e alla responsabilità dei sardi, siamo riusciti a ridurre a un valore prossimo allo zero la circolazione del virus nella nostra regione”, prosegue l’esponente della Giunta Solinas. “I casi accertati nelle ultime settimane – precisa l’assessore – sono tutti d’importazione, cioè riconducibili a contagi avvenuti fuori Sardegna o a migranti arrivati sulle nostre coste, nonostante l’allarme lanciato dalla regione affinché fossero impediti gli sbarchi clandestini. L’attività di tracciamento e l’isolamento dei contatti dei casi positivi è sempre stata portata avanti con grande professionalità e scrupolo dai nostri sanitari, per garantire la sicurezza dei cittadini”. “Indicare la Sardegna come un pericolo per le altre regioni, al punto di invocare i test per chi parte dall’Isola, non solo non rispecchia la reale situazione epidemiologica del nostro territorio, ma è profondamente ingiusto nei confronti di una terra che ha combattuto il virus con forza, anche a costo di grandi sacrifici. Spero che certe affermazioni non vengano esternate per spostare l’attenzione da mancanze avvenute altrove. Non accettiamo di essere bollati come untori e di doverne pagare ingiustamente il prezzo anche a livello di immagine"

News48 / Redazione C48