Pubblicata il 17/11/2017

News48 - Da Cadorna, a Schettino, a Tavecchio: l'Italia degli uomini non disposti ad assumersi le proprie responsabilità e a dimettersi dopo i fallimenti

 

News48 - Da Cadorna, a Schettino, passando per Tavecchio: l'Italia brulica da un secolo di uomini non disposti ad assumersi le proprie responsabilità ed a dimettersi dopo i fallimenti. Uomini relegati alle loro poltrone ed ai soldi freschi... già quei soldi... quanto piacciono! Un secolo fa il generale Cadorna: pur sapendo dell'avanzata dei tedeschi tramite intercettazioni, si addormentò militarmente sottovalutando il nemico e lo fece penetrare subendo la storica disfatta di Caporetto. Dopo tale disfatta, Cadorna non volette cedere alle dimissioni, ma poi fu rimpiazzato come ben sappiamo da Armando Diaz. Poi c'è Francesco Schettino: colpevole del naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012, colpevole di un disastro navale, che causò la morte di 32 persone: tutte sulla coscienza del comandante, che grazie alla complicità della giustizia, scrive libri e con 32 "omicidi" alle spalle, ha solo subito una condanna a 16 anni di reclusione. Non ha mai ammesso le sue colpe. Poi c'è Carlo Tavecchio, Presidente della FIGC: Io no che non mi schiodo, non mi schiodo, io non mi schiodo. E' così che l'Ercolino sempreinpiedi,nonostante le gaffes e gli accordi balordi con le società dell’azzardo, ha scelto il suo inno ispirato a una canzone di Jovanotti, per celebrare la sua l’inamovibilità come quella di Giulio Andreotti. A dispetto dei fischi e dei cori dei tifosi, seguiti dall'uscita dell'Italia dai Mondiali di Calcio, Carletto pare che ami poltrona, i soldi, e non sembra volersi schiodare da questa situazione. Oltre i personaggi elencati, ne conosciamo altri: non dimentichiamo l'ex governatore della Banca d'Italia: Antonio Fazio o un altro Antonio: Di Pietro: quando anni fa si tolse la toga da giudice e disse 7 volte "basta" con una lettera d'addio proponendo di non ricevere lettere di ripensamento in quanto le sue dimissioni erano irrevocabili. Però "Repetita iuvant" e Di Pietro tornò poco dopo al suo incarico; al suo esempio come non possiamo non tralasciare quello di Matteo Renzi? (caso analogo), Nonostante le sue parole farlocche, continua ad incantare gli italiani, convinto che vincerà alle elezioni: proponengo di abbassare le tasse, che tra parentesi vuol dire aumentarle. Renzi forse non ha chiaro il concetto della disfatta delle sinistre in tutta Europa, gli esempi sono vicini: in Francia, Inghilterra, Austria ed ora anche la Germania.  L’Italia non abbonda di uomini disposti ad assumersi dignitosamente le proprie responsabilità. E' più facile trovare quelli che se ne infischiano... e magari ci ridono sopra... 

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Redazione C48