Pubblicata il 18/11/2020

Lettera in ricordo di Giuseppe Papandrea

 

<< Ho conosciuto Giuseppe Papandrea nel 1981 (un'amicizia che era prossima a compiere 40 anni). Ero uno studente liceale di 16 anni la cui passione per il giornalismo portò ad approdare a una TV, Canale 48, che in quegli anni ha rappresentò un'autentica, rivoluzionaria novità nel mondo televisivo a livello locale. Mio fratello Michele mi aveva preceduto da pochi mesi invitato proprio dal caro Giuseppe.  Mario Savigni ci accolse, come del resto Giuseppe, con affetto fraterno. Ricordo anni bellissimi , resi ancora più meravigliosi dalle difficoltà che dovemmo affrontare e superare con uno spirito che sconfinava, inevitabilmente, nell'incoscienza. Fu un'incoscienza sana, animata dalla voglia di riuscire nell'impresa e nella determinazione di offrire il migliore prodotto possibile al nostro pubblico.
La nostra determinazione, soprattutto quella del "grande" Mario Savigni , fu premiata da un successo che, per quegli anni, ebbe del clamoroso. All'età di 16-18 anni vissi situazioni e responsabilità ben  più grandi della mia età, ma le affrontai con carattere e sfrontatezza.
Eravamo una squadra legata, innanzitutto, da sentimenti di grande, reciproca stila e amicizia. Ricordo, per le tante avventure vissute insieme, soprattutto i carissimi Piergiuseppe Pittorru e Gesuino  Luciano. Però quello che più di tutti sapeva bucare lo schermo e, nel contempo, aveva un senso unico dello spettacolo era Giuseppe Papandrea. Il suo vero capolavoro fu quello di trasformare le sue mancanze linguistiche nella cifra del suo successo. Era talmente simpatico e aveva una tale carica umana che trascinava gli ascoltatori. In questo fu un vero fenomeno. Per questo, in un momento che è di autentica, dura e insopportabile tristezza, voglio ricordarlo per il suo inimitabile sorriso. Trasmetteva positività, bastava guardarci ed erano subito battute, ricordi, risate. Mai un momento di tristezza. L'ho visto l'ultima volta 2 anni fa (il lavoro mi ha portato da tanto tempo lontano dalla Sardegna). Fu una serata bella e spensierata. Lui era quello di sempre e per sempre sarà nei cuori di chi gli ha voluto bene. Che Dio ti abbia in Gloria e che il tuo sorriso ci accompagni, per sempre, nei nostri giorni.>>
 

Scritto da: Tommaso Tamponi