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Pubblicata il 30/12/2022

Inverno - Vortice polare verso disturbi e rischio split. Occhio alle prossime settimane - APPROFONDIMENTO

 

Scritto da: Maurizio Savigni - Se c'è una cosa che amo, è parlare di un ambito complesso come la meteorologia, usando parole e discorsi semplici, comprensibili a tutti. Così farò anche in questo APPROFONDIMENTO. Parliamo di inverno e di cosa accadrà prossimamente
Fin'ora abbiamo assistito a condizioni miti e anomale per il periodo. Il responsabile? E' il vortice polare, che ha una condizione di "forte". Il vortice polare è una macro area di bassa pressione, che staziona alle alte latitudini. Quando è forte, come in questo periodo, il freddo e le perturbazioni stazionano alle alte latitudini; perciò a "sud" prevale caldo e siccità. Quando è debole, il freddo scende a latitudini molto basse (come in Italia) causando freddo e precipitazioni. Il vortice polare, staziona in troposfera e stratosfera, tra i 5 e 60 km di altitudine; è molto complesso e strutturato.

Cosa sta succedendo e perchè ci interessa? Nei prossimi giorni, il vortice polare sarà disturbato nella stratosfera, da un'improvviso surriscaldamento, il 7° dall'inizio del semestre freddo, nonchè il più intenso. Esperti climatologi e meteorologi americani, sono convinti che nelle prossime settimane, andremo incontro ad collasso del vortice polare e che quindi, entro gennaio si realizzi una fase di rottura del vortice (noto come split) dovuto al riscaldamento stratosferico. Dalle mappe dei satelliti che osservano il vortice polare, si evince come dal 6 gennaio, inizierà un forte riscaldamento e "disturbo" del vortice polare. Questo riscaldamento, secondo molti esperti, potrebbe andare a fratturare il vortice in due lobi (uno in  corrispondenza dell'Europa, uno negli Stati Uniti) che scenderebbero di latitudine.

Le conseguenze di questo eventuale "split" che sta tenendo i meteorologi col fiato sospeso, si manifestano concretamente dopo 15-30 giorni nella nostra troposfera. Ciò determinerebbe colate di aria gelida in Europa e Stati Uniti, con intense e abbondanti nevicate occasionalmente fino alle latitudini dell'Italia. Ricordiamo che il nostro Paese, è stato interessato da gelo e freddo, dopo il riscaldamento stratosferico nel recente 1985 e nel 2018, mentre nel circolo polare artico fece decisamente caldo a causa delle alte pressioni spintesi a quelle latitudini. Non è comunque detto che il riscaldamento stratosferico porti necessariamente ad ondate di gelo. Se il vortice polare di frantuma nella stratosfera, potrebbe anche non propagare gli effetti nella troposfera (0-10 km) o propagarli parzialmente.

Cosa accadrà, dunque? Dopo l'Epifania l'Italia verrà investita da freddo e precipitazioni NON CONNESSE AL RISCALDAMENTO STRATOSFERICO che inizierà quei giorni. Certo è, che se dovesse verificarsi una frattura del vortice polare, tra fine gennaio e febbraio, potenzialmente potrebbero crearsi occasioni di gelo e neve anche in Italia. Per ora non c'è da preoccuparsi e nulla è deciso. Nello scenario migliore, anche senza una frattura del vortice polare, qualche occasione di freddo e neve potrebbe concretizzarsi lo stesso in Italia, ma non nella misura e nella forza a discapito di quando accade con un riscaldamento della stratosfera. Staremo a vedere, insomma; la situazione è interessante e ne seguiremo l'evoluzione.
News48
Redazione C48