Pubblicata il 09/06/2021

Crolla il prezzo del latte: pastori sardi nuovamente sul piede di guerra contro la Regione

 

Pastori sardi nuovamente sul piede di guerra, come accaduto già nel 2019. Gianuario Falchi, leader della protesta di due anni fa, quando strade e piazze della Sardegna vennero cosparse di latte per contestare il prezzo troppo basso, fa una dichiarazione chiara e precisa. Falchi dice: "Non si può pensare che il 30% del latte venga pagato dai 20 ai 30 centesimi in meno al litro come già successo nel 2019 e nel 2020, vediamo quale sarà la scusa per il 2021 e vediamo se i pastori saranno ancora disposti a perdere il loro guadagno così in silenzio". Falchi continua: "Oggi si iniziano a sentire i bilanci delle cooperative: sono quasi tutte sopra 1 euro al litro mentre l'industriale rimane a 0.85. Nel frattempo hanno pensato bene di alleggerirci dai guadagni presunti con gli aumenti assurdi su tutti i prodotti che compriamo per poter ottenere questo benedetto litro di latte: basta pensare che sui mangimi si è passati a un incremento fino a 6 euro a quintale, sui concimi più di 10 euro a quintale, gasolio agricolo più di 0.10 a litro.
E tutto il resto idem: nessuno ne parla, nessuno controlla, nessuno fa niente per evitare questo. Chiedevamo durante la protesta regole certe per il futuro per tutti, ecco perché hanno impedito di fare gli ultimi tavoli, quelli dove si dovevano scrivere le regole e fare i conti sul prezzo reale del latte".
Tra gli allevatori c'è molta delusione e Falchi denuncia: "In compenso tutte le promesse dell'Assessorato regionale che entro il 30 giugno saranno pagati i premi mi sembra siano solo fantasia. Le uniche cose sicure sono i processi ai pastori, ma anche di questo argomento la politica se ne occuperà alle prossime elezioni".

 

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Redazione C48