Pubblicata il 30/03/2020

Coronavirus - A FUTURA MEMORIA

 

Un vecchio ma sempre attuale adagio recita che nei momenti del bisogno si riconoscono i veri amici (quelli di facciata nel migliore dei casi si allontanano, nel peggiore dei casi cercano profitto nei guai altrui). Detto adagio vale non solo nei rapporti tra persone ma anche nelle relazioni internazionali. La presente emergenza legata alla pandemia da Covid 19 ne è una plastica e poco edificante dimostrazione. L'Italia  ( anche e soprattutto per le tragiche mancanze del proprio apparato politico-statale) sta pagando un prezzo di inimmaginabili sofferenze e lutti. Mentre il sistema sanitario , indebolito da reiterati e dissanguanti tagli finanziari, combatte con spirito eroico pagando con la vita di decine di medici la politica balbetta priva di una guida credibile e autorevole. Eppure se c'è una cosa nella quale l'Italia si è distinta negli ultimi decenni è stata quella della solidarietà verso paesi colpiti da catastrofi  naturali o da emergenze umanitarie. Gli italiani sono sempre stati i primi ad intervenire nei più disparati scenari internazionali per portare  aiuto e sostegno. Ora che siamo noi a patire per un emergenza che ci sta prosciugando risorse e lacrime ci troviamo in una singolare situazione . Paesi poverissimi ma generosi come Cuba e Albania si sono mobilitati ( compatibilmente con le loro possibilità) per venirci in aiuto ( nel caso dell'Albania il sostegno è stato accompagnato dalle parole commoventi del loro Primo Ministro). La Russia cui ci legano, al di là della diversa collocazione internazionale, profondi e sinceri sentimenti di simpatia e amicizia ha chiesto e ottenuto di inviare una poderosa missione scientifica per combattere la pandemia. E lo spirito europeista dei nostri vicini (francesi e tedeschi, per intenderci)? Non pervenuti o meglio frasi di circostanza ( che feriscono più dell'indifferenza) e l'accoglienza da parte tedesca di alcune decine di malati nei propri ospedali. Tra la fideistica idea di un Europa onnipotente e ( in verità falsamente) solidale e le velleitarie propensioni nazionalistiche ormai fuori dalla storia, occorerebbe ripristinate l'idea originaria e fondante dell'Europa comune. Si dovrebbe, finalmente, ragionare e operare non in termini di fredda finanza con la sinistra presenza di una cupola che si disinteressa delle legittime aspettative dei popoli garantendo gli interessi esclusivi di pochi ma nei termini di una vera, reciproca mutualità . L'alternativa è lo scontro o, peggio, il consolidarsi definitivo del "bastone del Nord"  (Germania, Olanda  e Paesi Scandinavi) con l'appendice compiacente e interessata della Francia. Intanto non dimentichiamoci, come italiani, chi, ad oggi, ci è stato sinceramente vicino e chi, invece, ci ha voltato le spalle. 
A futura memoria...

News48

Corrispondente dal Piemonte Tommaso Tamponi