Pubblicata il 23/08/2019

L'Amazzonia continua a bruciare. Politica e stampa si scagliano tutti contro Bolsonaro. Ogni minuto scompaiono 3 campi da calcio di foresta

 

L'Amazzonia sta continuando a bruciare. Brucia da ormai 20 giorni, sia a causa di bassa umidità, vento forte e caldo intenso, sia a causa degli incendi per mano di agricoltori che mirano a bruciare foresta, per espandere i propri terreni. Il polmone verde del nostro pianeta, che fornisce il 20% di ossigeno, sta scomparendo velocemente e gli incendi sono il colpo di grazia alla sua estinzione. Da quando è al governo Bolsonaro, convinto negazionista del riscaldamento globale, i roghi sono aumentati dell'83%, così come la superficie disboscata. L'Amazzonia ormai è diventata una "miniera" del capitalismo a cui mira Bolsonaro. Soldi, in cambio della distruzione di un intero ecosistema, dell'uccisione di tribù e sterminio di un sacco di specie animali. L'Amazzonia è sempre più sfruttata per giacimenti minerari, raccolti, pascoli, e per costruire nuove città. Il mondo della politica, dei personaggi famosi e della stampa, si sta scagliando tutto contro Bolsonaro, insieme all'attivista svedese Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future. Se l'Amazzonia avesse le stesse dimensioni di Notre Dame, il mondo oggi sarebbe commosso e invece no: il mondo è inerme. I dati dei satelliti dell'Inpe, Istituto nazionale per la ricerca spaziale, il cui direttore, Ricardo Galvao, è stato silurato per averli diffusi in quanto non graditi a Bolsonaro, hanno provato che il 2019 sta battendo ogni record per la quantità di incendi nella foresta pluviale amazzonica. E' stato rilevato un aumento dell'83% dei roghi, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: 73 mila incendi contro 40 mila. Gli incendi questi ultimi mesi stanno dando il colpo di grazia all'Amazzonia che è vittima di una deforestazione selvaggia senza precedenti che coincide con l'insediamento del presidente, convinto negazionista dei cambiamenti climatici. E' stato calcolato che ogni minuto scompaiono tre campi da calcio. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto "profondamente preoccupato. Nel mezzo della crisi climatica globale, non possiamo permetterci più danni a un'importante fonte di ossigeno e biodiversità. L'Amazzonia deve essere protetta".E' intervenuta anche la popstar Madonna, sia su Twitter che su Instagram, rivolgendosi direttamente al presidente brasiliano: "I fuochi infuriano e l'Amazzonia continua a bruciare. Questa è una devastazione per il Brasile, per gli indigeni che vivono lì e le specie vegetali e animali che rendono questa l'Amazzonia, la più importante foresta della biodiversità! Presidente Bolsonaro, per favore, cambia le tue politiche e aiuta non solo il tuo Paese ma l'intero pianeta. Nessuno sviluppo economico è più importante della protezione di questa terra. Dobbiamo svegliarci. Il futuro della foresta pluviale influisce sul futuro del mondo!

 

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Redazione C48