Pubblicata il 11/08/2018

Calangianus - All'Accademia di Brera sono in mostra gli scatti di Antonio Pittorru, lo studente calangianese tragicamente scomparso 2 mesi fa nel Lago di Como. Due amiche dell'università lo ricordano

 

Calangianus - Prima dell'articolo desideriamo esprimere qualche parola. Lo staff di Canale 48 Web Tv riesce a trovare dopo due lunghi e sofferti mesi il coraggio di scrivere un articolo riguardante nostro nipote e cugino Antonio. Non ce la siamo sentita fin'ora di scrivere anche due semplici parole su quanto è accaduto. La scomparsa di Antonio è una lacerante ferita dal quale nessuno della famiglia potrà mai guarire. Non si può accettare minimanente la morte di un ragazzo giovane EDUCATO, stimato e ben voluto da tutti. La sua sensibilità non si mostrava soltanto nelle fotografie, ma anche nel piano personale nei confronti altrui. Era un ragazzo perfetto, non aveva bisogno di altro. In qualità di cugino, Maurizio non riesce ancora a materializzare il fatto che Antonio non c'è più. Tra loro c'era un legame profondo che andava oltre ogni confine. Antonio gli ha trasmesso la passione delle fotografie. Spesso si confrontavano per discuterne, anche negli ultimi messaggi scambiati. Era una passione condivisa e si stenta ancora a credere che quella stessa passione per la fotografia si è portata brutalmente via Antonio. Pitt veniva spesso a visitare i nostri studi per capire come lavoriamo e per darci validi consigli. Provava molta stima per l'ideatore del nostro Canale 48: Mario Savigni. La sintonia Zio-Nipote era all'unisono. La sua mancanza ci lascia un vuoto totale, insieme allo sgomento, ma dobbiamo pur andare avanti e vivere la vita come desiderava Antonio, con il suo sorriso. Ora passiamo all'articolo. All'Accademia delle Belle Arti di Brera è stata allestita una mostra fotografica con gli scatti di Antonio Pittorru, lo studente calangianese deceduto tragicamente due mesi fa all'età di 20 anni, nelle torbide acque del Lago di Como. Non si tratta di una semplice mostra, è molto di più. Antonio quel maledetto 2 giugno voleva approfittare di un weekend libero. Voleva dedicarsi alla sua passione più grande che gli è stata fatale: la fotografia. Quel giorno doveva avere in mente tanti scatti da realizzare in un giorno di primavera ove il Lago mostra i suoi colori cromatici. E proprio è una foto quella che ha tentato di scattare un istante prima di scivolare giù, nelle acque del lago. Il fatto scommosse la Gallura ed in particolare Calangianus dove Antonio risiedeva insieme ai genitori e alla famiglia. Ad organizzare la mostra, di carattere temporaneo, sono state due amiche e compagne di studi a Brera. Francesca e Antonella hanno avuto l’idea e l’Accademia, l’ha approvata in pieno e senza esitare, per ricordare uno dei suoi allievi e celebrarne in qualche modo la rara sensibilità estetica. Le amiche spiegano che hanno voluto ricordare "Tony" così come lo chiamavano, con la cosa che amava di più fare. Il fratello Raimondo manda all'Accademia la gratitudine per la delicatezza dimostrata in questo evento luttuoso. Raimondo ha visitato la mostra ed anche se le fotografie sono di numero contenuto, le immagini in esposizione riescano comunque a cogliere uno dei tratti che meglio caratterizzavano lo stile e la sensibilità di Antonio.